Spesso ci capita di ricordare solo quello che ci si vuol far ricordare. O meglio, è insito nella nostra società il rifugiarsi dietro a palesi interessi a scapito del bene comune.
Nikola Tesla, uno dei geni incompresi del secolo scorso, citava quanto segue:

“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’ umanità”.
Schivo e disinteressato, ha rifiutato ben due premi Nobel in seno al perorare la sua causa. Snobbato dai grandi inventori del secolo passato perchè non interessato all’arrichimento materiale. T. Alva Edison lo ridicolizzò più volte nonostante fosse palese la sua capacità di buon uomo d’affari e praticamente ignorante in fatto di elettricità. Marconi frequentò spesso il suo laboratorio dove attinse per la sua famosa Radio, che sperimentò in pompa magna dal suo piroscafo “Elettra” sfruttando idee e sistemi già teorizzati e provati anni prima da N.Tesla.
Molti misteri si infittiscono sulla sua storia, a partire dall’esperimento Philadelphia e le varie conseguenze degli effetti dell’eletromagnetismo ad alta frequenza. Sperimento pure i rudimenti della trasmissione di energia elettrica via “etere”, cosa che ovviamente non piaceva alle “Banche” che lo finanziavano: se un’utente era moroso solitamente si potevano recidere i cavi, ma se fosse stato ingrado di prelevare l’energia elettrica “wireless”…
“Mi chiamarono pazzo nel 1896 quando annunciai la scoperta di raggi cosmici. Ripetutamente si presero gioco di me e poi, anni dopo, hanno visto che avevo ragione. Ora presumo che la storia si ripeterà quando affermo che ho scoperto una fonte di energia finora sconosciuta, un’ energia senza limiti, che può essere incanalata.”
Nikola Tesla